Il sottobosco di Flavio Scanarotti

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Ultimamente aggiorno poco Condividere una foto, raccontare una storia. Ogni tango ho bisogno di staccare l’occhio dal mirino della macchina fotografica. Ogni tanto ho bisogno di posare l’attrezzattura, allontanarmi dalla fotografia e liberare la mente.

In queste ultime settimane sono andato alla scoperta di una Lombardia che non conoscevo. A quaranta minuti da casa, mi sono ritrovato a camminare nei boschi di Montevecchia e Albenza. Due luoghi in cui il silenzio, si fonde con i suoni del bosco e della natura: il vento, il fruscio delle foglie, i ruscelli e il cinguettio degli uccelli accompagnano il mio respiro . I colori cominciano a mutare e il verde, lentamente, lascia spazio al giallo e al rosso. I raggi del sole filtrano tra le chiome dei castagni e illuminano con precisione chirurgica piccole porzioni di vegetazione. Un paradiso per ricaricarsi, staccare mente e corpo dal caos quotidiano, rimanere soli con se stessi per dedicare del tempo a se stessi e respirare a pieni polmoni aria buona (vedere le ultime due foto della galleria per comprendere il bisogno di aria buona)

La luce è anche la protagonista dei miei scatti. Mi sono divertito a isolare, dal resto della vegetazione, i soggetti illuminati dai raggi solari: per raggiungere il mio scopo ho lasciato aperto al massimo il diaframma, regolato la sensibilità a 200 ISO e impostato tempi molto rapidi. Nelle mie foto ho provato anche a riprodurre l’atmosfera “fatata” del bosco. Se ci sono riuscito, dovete dirmelo voi. Ad aiutarmi, nella realizzazione degli scatti, ho portato con me la mia attrezzatura FujiFIlm: X-T1, X-E1, 35mm f2, il 18-55 f2.8/4 e il teleobiettivo 50-230 f4.5/6.7.Condividete le vostre foto, dovete essere voi i protagonisti di Condividere una foto, raccontare una storia.

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