La cornacchia sul balcone di Alessia Roselli

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Da quando è iniziata la cosiddetta reclusione, una cornacchia grigia viene a farci visita ogni giorno. In realtà veniva anche prima ma non ci facevamo caso se non per lamentarci delle piante sbecchettate e delle zolle di terra buttate sul pavimento. Ora la guardiamo e la ascoltiamo. Cerca cibo, e ha imparato che nei vasi del nostro balcone può sempre trovare qualcosa: tra noi e lei è nata così un’insolita relazione scandita dal ritmo delle sue frequentazioni.
Noi la osserviamo dalla finestra del salotto, e lei ci osserva dall’alto di un’antenna della casa di fronte, pronta a intervenire. Vederla rovistare nei vasi, a poco meno di un metro di distanza dalle finestre del soggiorno, o zampettare con prudenza lungo i tubi della ringhiera non poteva ovviamente escludere il ricorso alla macchina fotografica. Nel clima di gioco che la cornacchia ha instaurato, le ho dedicato molte foto, tutte poco soddisfacenti a causa della messa a fuoco del soggetto principale, collocato su uno sfondo troppo ricco di abitazioni, e necessariamente scattate attraverso il vetro di una finestra. Tra tutte, ne ho scelta una che mi piace condividere, non come esempio di buona fotografia, ma perché questa cornacchia, in fondo, è oggi un’amica che tiene compagnia, e per di più non butta più la terra fuori dai vasi. Questa foto, quindi, se la merita proprio.
(Fujifilm X-T10, ISO 800, 1/200, F9)

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