La mia Genova di Gianni Blotta

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Chi mi conosce almeno un po’, sa che una delle poche cose che reputo indice di vera ricchezza, é la libertà di disporre a piacimento del proprio tempo. Non avere vincoli, costrizioni, obblighi di alcuna natura regala una leggerezza ed una “fame di vita” che puntualmente ritrovo ogni qual volta ho la fortuna di assaporare questo dolcissimo “frutto”.
Tra le diverse attività nelle quali impiegare il tempo, non disdegno fare il turista nella mia (se non di nascita, sicuramente elettiva) città.
Certo posso godere dell’innegabile vantaggio di riferirmi a Genova e non già a Pizzighettone (non me ne vogliano gli abitanti). La Genova che è una continua scoperta, di luoghi di storie e di umori. La Genova mai uguale a sé stessa, nel bene e nel male. La Genova verticale di sentieri acciottolati e piatta di mare, generoso ed avaro al tempo stesso.
Amo questa città perché ne racchiude, in sé, mille e forse piú; amo questa città perché parla continuamente, con ogni suo più piccolo sasso, al cuore di chi ha la sensibilità per ascoltarla.

Nelle foto:
-Veduta da Castelletto;
-La Lanterna;
-Veduta da Villa Di Negro;
-Via Turati.

Le foto in questione sono state scattate, in tempi diversi, tutte con una Olympus E-M10 Mark II abbinando poi diverse ottiche così come indicato:
– Veduta da Castelletto
(Zuiko 9-18 mm f/4.0 – 5.6)
– La Lanterna
(Zuiko 26 mm f/1.
– Veduta da Villa Di Negro
(Zuiko 40-150 mm PRO f/2.
– Via Turati
(Zuiko 9-18 mm f/4.0 – 5.6)

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