La Leica IIIb, la “Leica della pace” di Ryuichi Watanabe

0
117

A causa di una evidente carenza di validi obiettivi nel mio zaino fotografico, questa mattina mi sono recato presso New Old Camera SRL in cerca di qualcosa di più prestante. Entrato, ho avuto il piacere di conoscere Ryuichi Watanabe (Facebook non mi lascia taggare il suo nome), il titolare. Dopo avermi ascoltato con pazienza e avermi consigliato l’obiettivo adatto alle mie esigenze, abbiamo traslato il discorso sui miei progetti e sulla sua pagina Facebook. Una piacevole chiacchierata durante la quale ho scoperto che Ryuichi scrive splendidi post su attrezzatura fotografica analogica vintage, in cui, racconta storia e molto altro del prodotto analizzato.

Alla fine, per non fare la telecronaca dell’incontro, mi ha autorizzato a condividere sulla pagina Facebook di Condividere una foto, raccontare una storia e sul sito www.cufrus.it i suoi post dedicati alle attrezzature fotografiche analogiche.
Così, senza perdere tempo, condivido subito un suo post nel quale racconta una bellissima storia di umanità che ha come protagonista una Leica.

Voglio ringraziare Ryuichi Watanabe per la sua gentilezza, per la sua disponibilità e per la professionalità dimostrata durante il nostro incontro.

————————————————————————————

Foto e testi di Ryuichi Watanabe
Piccola storia di una Leica – Leica IIIb

La Leica IIIb nasconde tante storie interessati, sia da un punto di vista tecnico che storico. Prima di tutto, la Leica IIIb è un progetto
nato tra i precedenti progettati da Oscar Barnack e quelli nuovi in fase di lancio. La calotta superiore è ancora costruita sparatamente (parte del telemetro) non in fusione unica come sulla Leica IIIc. Il mirino e il telemetro sono ravvicinati come, ad esempio, sulla IIIc stessa.

Ma la parte ancora più interessante è legata alla storia di questa macchina fotografica e a Ernst Leitz. Durante la seconda guerra mondiale, per salvare i suoi numerosi dipendenti ebrei, Ernst decise di trasferirli presso le sedi in Francia, Hong Kong, GB e in USA nel reparto “marketing”. A ognuno dei rifugiati veniva consegnato un sussidio da parte della famiglia Leitz: questo consisteva in una Leica IIIb. Il valore delle Leica era riconosciuto in tutto il mondo ed era facile scambiarla con moneta. Per questo motivo la Leica IIIb viene chiamata “Leica della pace”.

La famiglia Leitz ha dovuto pagare a caro prezzo queste scelte: alcuni dipendenti sono stati incarcerati con l’accusa di aver aiutato gli ebrei, mentre una figlia di Leitz, non è solo stata incarcerata ma anche torturata.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here