mercoledì, Ottobre 21, 2020

FLAVIO SCANAROTTI

Nato a Genova nel ’79, scopro il mondo del giornalismo e della fotografia grazie a mio padre e alla sua Pentax ME Super. Con lo sport, e la pallavolo in particolare, imparo a conoscere l’importanza del “fare team” e i valori dell’amicizia e del rispetto. Mi diplomo e divento sistemista informatico, ruolo che mi permette di lavorare per alcune importanti aziende in campo internazionale.

Ma qualcosa non torna. La fotografia intanto è diventata una passione e comincio a coltivarla in maniera più seria. Provo la Pentax, poi arriva il digitale, le prime reflex, i primi obiettivi e poi la svolta. il quotidiano genovese Il Secolo XIX cerca un fotografo, e tocca a me. Inizio così un’esperienza che mi legherà in modo indissolubile al mondo della fotografia: cronaca nera, bianca, rosa, sport, politica, personaggi, reportage, incendi, alluvioni. Fotografo di tutto e lavoro tra la gente. Un’avventura umanamente insuperabile, questa, che mi porta anche a pubblicare sulle più importanti testate giornalistiche italiane. Cresco professionalmente e il mio lavoro mi permette di raccontare non solo con le immagini, ma anche con le parole. Infatti spesso ho la possibilità di seguire il servizio anche curando i testi: realizzo le foto e scrivo il pezzo.

La fotografia accompagna sempre la mia vita. Ho sempre con me una delle mie reflex: voglio poter immortalare e raccontare in ogni momento quello che vedo e mi colpisce.

Perché ho deciso di creare la pagina Facebook “Condividere una foto, raccontare una storia”? L’evoluzione delle reflex digitali, l’invasione di smartphone sempre più avanzati e la diffusione dei social, ha avvicinato un sacco di persone al mondo della fotografia. Il rovescio della medaglia è la diffusione di una certa supponenza e superficialità di intendere il significato della parola fotografia. È tutto troppo facile. Non si parla più di scelte di obiettivi, tempi, diaframmi, idee, progetti, emozioni. Non si racconta più, ma si espone in cerca di approvazione. Questo mi ha portato a creare “Condividere una foto, raccontare una storia”, un progetto ambizioso che vuole restituire valore alla foto e al lavoro del fotografo, unendo immagini e parole.


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